RASSEGNA STAMPA     

Dal nostro libro Il Serraglio, di Gennaro Rollo, un documentario trasmesso dalla Rai sul Real Albergo dei Poveri di Napoli

Il Serraglio è un romanzo di Gennaro Rollo, pubblicato nel 2017 da LFA Publisher e ambientato in uno dei luoghi più importanti della storia del Mezzogiorno d’Italia, oggi purtroppo dimenticato: il Real Albergo dei Poveri, costruito nel XVIII secolo per volontà dell’illuminato sovrano Carlo di Borbone (Madrid 1716-1788) su progetto dell’architetto Ferdinando Fuga (Firenze 1699 - Roma 1781) e mai completato.

Un monumentale e mastodontico edificio, tra i più grandi dell’Europa del tempo, destinato ad ospitare i poveri del Regno. L’appellativo Serraglio, fu dato dai napoletani, a metà del secolo scorso, quando l’edificio oltre ad ospitare poveri, sordomuti e orfani di guerra, divenne anche carcere minorile. Le numerose e importanti attività artigianali presenti nella struttura, come la fabbrica di ottone dei Della Rocca, offrivano ai minori la possibilità di imparare un mestiere. Nei primi anni 2000 la struttura venne chiusa dalle amministrazioni locali ed attualmente ospita soltanto la ASD Kodokan, diretta dal maestro di arti marziali Giuseppe Marmo. Nel filmato le interviste a Paolo Giordano, docente ordinario di Disegno dell’Architettura dell'Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli”, Giuseppe Marmo, Presidente della ASD Kodokan, Gianluca Punzo, archeologo e storico dello sport, Gennaro Luce, ospite ed educatore nell’Albergo dei Poveri, Antonio Amoretti, partigiano delle Quattro Giornate di Napoli, Gennaro D'Angelo, amministratore dell'attività dei Della Corte e Vincenzo Rochira, erede dell’attività dell’American Laundry, che si svolgevano nell’Albergo dei Poveri, oltre che all'autore del romanzo Gennaro Rollo.

Eugene Chaplin alla nuova presentazione del nostro libro: Vita d'Artista di Claudio Tortora dedicato al papà... il mitico Charlot

 

 

 

 

 

 

 

 

S'è svolta nella prestigiosa location di Villa Fondi de Sangro di Piano di Sorrento una nuova presentazione del libro di Claudio Tortora (patron del Premio Charlot) VITA D'ARTISTA colla prefazione di Valerio Caprara. Alla kermesse, organizzata dalla Libreria L'Indice col Patrocinio del Comune di Piano, ha partecipato, tra gli altri, Eugene Chaplin figlio dell'indimenticato Charlot a cui il Volume è dedicato.

 

Leggi l'articolo completo da IL MATTINO

a cura di Vincenzo Aiello

Il Plurale di Poi, il libro d'esordio di Maurizio Petraglia ha conquistato subito tutti, compreso il grande Claudio Baglioni

Il Plurale di Poi è il libro d'esordio di Maurizio Petraglia, un libro che in soli due giorni dall'uscita, come un bel raggio di sole, ha squassato il grigio che ha volte attanaglia l'editoria italiana, facendo subito sold out.

Come detto un grandissimo interesse, infatti uno dei primi a ricevere il libro è stato, forse, il più grande cantautore della musica italiana: Claudio Baglioni, che s'è detto felicissimo di leggerlo, ma, come lui, tantissimi italiani si sono accaparrati l'Opera prima di Maurizio. Abbiamo avvicinato l'autore chiedendogli il perché di questo successo, forse inaspettato anche per lui ma sopratutto gli abbiamo chiesto per prima cosa il perché di quel titolo un po' particolare.

Il titolo è estrapolato da una conversazione contenuta nel libro. È una frase che mi piace e che contiene uno significato intrinseco a mio giudizio. Credo rappresenti la continuità nella sua condizione più semplice, e mi sembrava adatto al contenuto del mio romanzo. 

Come detto prima questo è il suo libro d'esordio, in quanto tempo è stato scritto, elaborato, pensato... ?

La storia che racconto è vecchia di trent’anni  e dato il carico di emozioni forti che mi ha provocato, ho dovuto attendere circa trent’anni per essere elaborata, ma la realizzazione in realtà meno di un anno.

Secondo lei, caro Maurizio, perché un lettore, tra le migliaia di proposte editoriali, dovrebbe comperare proprio il suo libro?

Credo lo si debba comprare perché è la realizzazione di un sogno e di una necessità emotiva soprattutto. Racconto una storia di dolore e di rivincita per certi versi e sperare che diventi una memoria, per la persona a cui ho dedicato il libro, mi rende felice. 

Infine, forse domanda retorica, ma gliela faccio; intende ringraziare qualcuno che le ha dato una mano magari nell'elaborazione del libro?

Ringrazio innanzitutto la Lfa Publisher per la realizzazione di questo progetto e tutti quelli che hanno reso possibile questo sogno. La mia famiglia in primis che mi ha supportato e spronato affinché trovassi il coraggio di raccontare questa dolorosa storia. 

 

... ed il sogno per Maurizio -forse- è appena iniziato.

 

Faith Marin

L'immenso Claudio Baglioni stringe tra le mani il libro d'esordio di Maurizio Petraglia -Edizioni LFA Publisher-.

Angelo Nairod; l'Elena Ferrante -al maschile- della LFA. Il suo "Quando i diversi siamo noi" sold out in due giorni. Lo abbiamo intervistato per voi

Fare sold out in due giorni non è da tutti, Angelo Nairod e il suo; Quando i diversi siamo noi, invece, ce l'ha fatta. Libri praticamente esauriti in due giorni, come detto, e quindi già ristampa in atto, ragion per cui ciò ha fatto sì che è nata molta curoisità attorno al libro e all'autore che s'è firmato con un pseudonimo, per cui lo abbiamo intervistato... ecco cosa c'ha detto.

 

Gentile Angelo: Quando i diversi siamo noi, perché questo titolo e può spiegare in due parole qual è il messaggio del libro? 

La diversità esiste solo laddove esiste l'ignoranza. La diversità esiste solamente dove si rinuncia all'empatia.  È questo il messaggio profondo di questo libro che ci insegna che siamo tutti uguali e tutti legati allo stesso destino. Da qui il suo titolo, dove "Noi", indica Tutti Noi, Uomini del Mondo.

 

Sold out alla prima stampa in due giorni, beh un bel successo, no? Sono davvero molto contento! Ma siamo solo all'inizio e spero che questa sia solo la prima di molte ristampe (incrociamo le dita).

Sappiamo che Angelo Nairod è uno pseudonimo, ma possiamo svelare ai nostri lettori la sua identità oppure preferisce essere Elena Ferrante al maschile? Però il perché di Naiord ce lo deve dire... Preferisco non svelare il mio vero nome, anche se non ho mai nascosto chi sono e se qualcuno perdesse due minuti investigando in rete lo scoprirebbe senza problemi. Ho usato uno pseudonimo per separare le mie due carriere quella di artista/scrittore da quella di nutrizionista. Sono carriere diverse e mi è sembrato giusto creare un'altra identità. Per molti aspetti è come se vivessi due vite parallele, ma va bene così. Nairod letto al contrario è Dorian, chiaro riferimento a Dorian Gray :)

Cosa ha provato scrivendo questo libro e quale emozione ha provato vederlo pubblicato? È stata la cosa più terapeutica che abbia fatto! Ho pianto tanto scrivendo ogni singolo racconto e mi capita ancora adesso di avere gli occhi umidi, rileggendo alcuni dei racconti. Soprattutto "La Cartomante" e "Per tutta la vita". Ho scritto questi racconti dopo aver perso una persona a me molto cara e, non a caso, in molti racconti si affronta il tema dell'abbandono e della morte. Scrivere questo libro mi ha aiutato a metabolizzare la morte e a desiderare nuovamente di abbracciare la vita.

Sappiamo che ci sarà una prima presentazione alla Feltrinelli di Salerno, poi...? Insieme con il mio piccolo team che cura anche la mia carriera di artista stiamo progettando una promozione a 360 gradi. Ci piacerebbe molto presentare il libro e farlo arrivare al cuore della gente.

Domanda retorica ma alla fine delle mie interviste la faccio sempre: si sente di ringraziare qualcuno per questo sogno che s'è avverato e... progetti futuri ce ne sono già? Il mio agente Pasquale Auricchio che ha creduto in me sin dall'inizio. Voglio ringraziare anche la LFA perché ha la capacità di credere e investire nei nuovi talenti e, visti i tempi, direi che non è cosa da poco! Ho due progetti futuri: mettercela tutta per far arrivare questo libro a quante più persone possibile ed esporre le mie foto in Giappone :)

Faith Marin

La copertina del libro di Nairod, è uno scatto dell'autore.

Un romanzo storico,          presentato a Ponticelli -Na-, scritto da un diciottenne

Quando pubblichiamo un libro cerchiamo sempre di trovare qualcosa che non sia ripetitivo oppure qualcosa di nicchia, con Diomede ai confini dell'impero, abbiamo trovato l'una e l'altro. Si può obiettare dicendo; va bene ma cosa c'è di nuovo in un romanzo storico? L'età dell'autore, infatti Mario Tancredi è un ragazzo di appena diciotto anni di Casoria. Ecco questo è qualcosa di nuovo. Non un attempato studioso né tantomeno uno scrittore navigato alla ricerca di nuove emozioni, no Mario è un giovanissimo colla passione per la storia antica che ha trasmesso in questo bellissimo romanzo ambientato nell'Età augustea e che racconta le avventure della leggenda di Iulobrìga, Cratone di Corinto, decurione presso la Coorte dell’Acaia, e di suo figlio Diomede. Vengono ripresi gli scontri delle legioni romane con le popolazioni barbare, durante i quali risaltano le gesta di Cratone e di suo figlio Diomede.

Il libro è stato presentato la scorsa settimana a Ponticelli, un quartiere di Napoli un po' problematico, ed aver portato la cultura in quel luogo dimostra che la stessa può essere fatta e divulgata dappertutto. La serata è stata un successo presso la sede della "Nazione Napolitana Indipendente", un pubblico attento ha affollato la sala e Ciro Borrelli ha mederato la stessa in modo impeccabbile.

Al termine della presentazione abbiamo posto al giovane autore partenopeo alcune domande.

Perché un ragazzo di 18 anni scrive un libro e per lo più un romanzo storico? Sin da piccolo ho sempre avuto la passione per la scritura: la penna mi ha attirato e da allora non riesco a farne a meno. Infatti impiego tutto il mio tempo libero nel leggere e scrivere. La scelta del romanzo storico è legata al mio amore per tutto ciò che appartiene al passato.

Da dove nasce quindi la passione per questo mondo antico? Ricordo ancora la vecchia scrivania di mio nonno colma di fogli ingialliti, sui quali appuntava eventi storici. È stata proprio quella visione a fare sì che in me nascesse questo amore.

La sua prima presentazione letteraria, ci dice cosa ha provato in quell'ora di contraddittorio? Quella che ho provato è stata un'emozione immensa, maggiormente perché ho avuto la possibilità di confrontarmi, riguardo la mia opera, con persone che hanno molta influenza nel campo.

Pubblicare un libro è farlo con una CE no EAP -com la LFA- è difficile, cosa ha provato quando le è stato detto che avremmo pubblicato lo stesso e cosa proverà quando entrando in Mondadori vedrà il suo libro sugli scaffali? Credo che chiunque, dopo aver avuto la possibilità di pubblicare una sua opera con una casa editrice come la vostra e di vedere il suo libro sugli scaffali della Mondadori, si senta molto gratificato. Tutto ciò è grazie a voi.

Dulcis in fundo; Vuole ringraziare qualcuno per l'appoggio che ha avuto nella stesura dello stesso? Voglio ringraziare la mia famiglia, che da sempre crede in me e che continuerà a farlo. 

Come detto la serata è stata un vero è proprio successo ed è stata nobilitatta dalla presenza di uno degli storici più noti di Napoli; Vincenzo Guli.   

 

Articolo di Faith Marin

Il giovane autore; Mario Tancredi al centro. Lo storico prof.

Vincenzo Guli a sinistra, il moderatore Ciro Borrelli a destra.

    La LFA ha pubblicato il          romanzo vincitore della       XIV Edizione del Premio:             "I ponti dell'Arte"

Sì è svolta, nella bellissima chiesa del '700  dei Padri Passionisti presso S. Maria ai Monti a Napoli, la cerimonia di premiazione del prestigiosissimo Premio Letterario: "I Ponti dell'Arte", giunto alla quattordicesima edizione, ed organizzato dall'omonima associazione; "I Ponti dell'Arte" e dal Circolo Letterario Anastasiano. Ha condotto la serata il Prof. Gennaro Maria Guaccio (presidente dei Ponti dell'Arte) coadiuvato da Giuseppe Vetromile (presidente del circolo letterario Anastasiano), il tutto  organizzato alla perfezione dalla dott.ssa Nicla Palladino. La LFA Publisher, presente con l'Editore Lello Lucignano e la signora Anna Maria Martines, ha avuto il piacere di premiare la signora Maria Marchese -vincitrice della sezione romanzi- pubblicando il romanzo stesso vincitore dal titolo: La Bambina Scartata con una tiratura inziale di 200 copie che Libro Co. di Firenze distribuirà su tutto il territorio nazionale, e oltre al volume vincitore della sezione romanzi la nostra CE ha anche pubblicato l'Antologia della kermesse che, ad opera dell'organizzazione, è stata distribuita al foltissimo pubblico presente nella strordinaria serata di premiazione. La LFA ha pubblicato le due Opere anche in formato ebook per il mercato mondiale. Oltre alla signora Marchese sono stati premiati gli altri vincitori delle varie sezioni e i menzionati speciali, tutti hanno ricevuto premi offerti sempre dall'organizzazione. Di seguito gli altri vincitori. Per la sezione fotografia, la vittoria è andata a Alberto Zuppardi (tra l'altro la foto vincitrice è stata usata per la copertina dell'Antologia dai noi pubblicata del Premio. Per la sezione silloge poetiche la vittoria è stata ad appannaggio di Rodolfo Vettorello che avrà la pubblicazione dell'Opera da parte del nostro collega Gallina Editore di Napoli. La branca Poesie in napoletano ha visto la vittoria di Raffaele Imparato mentre nella sezione Poesia la vittoria ha arriso a Stefano Peressini, infine per la sezione narrativa il vincitore è stato Enrico Crispino. Dobbiamo segnalare in conclusione un Premio molto particolare, quello di Raccontare il Patrimonio Culturale che ha vistro trionfare gli alunni dell'Istituto Nautico: Nino Bixio di Piano di Sorrento.

Insomma una bellissima cerimonia condita dalle declamazioni delle poesie lette dalla bravissima attrice Liliana Palermo e dalla impeccabile collaborazione di Nazario Napoli Bruno, coordinatore della sez. Napoletana. Alla fine, sotto al Portico della splendida chiesa, da un concerto dei fratelli Santoro e un ottimo buffet... per non farsi mancare proprio nulla.

Ci piace sottolineare che due autori LFA hanno avuto premi nella serata, come l'ingegnere Giuseppe Esposito da Salerno col secondo posto nella sezione romanzi e con Francesco Ambrosio, menzione di merito nelle sezione poesia, la LFA -infine-  è stata felice di essere uno degli sponsor dell'evento e sarà lieta di ricandidarsi per il prossimo anno.

 

Faith Marin 

Da Catania a Napoli, passando per Milano fino a Roma, sempre un successo per il "Cialtrone"

"Cialtrone sarà lei!" di Pasquale Rinaldi è senza ombra di dubbio il libro più irriverente della LFA. Risate dall'inizio alla fine, senza soluzione di continuità, caratterizzano lo scorrere delle pagine del libro, che "bevi" come fosse una sete diabietica della quale non puoi farne proprio a meno, ridendo della quotidianità, un po' paradossale ed un po' imbranata, del "Cialtrone" protagonista involontario in una città del profondo sud. Ebbene 4 presentazioni in quattro posti per l'italico stivale con un unico comune denominatore; successo e vendite. S'è iniziato un mese dopo l'uscita colla Feltrinelli di Catania, città dove vive l'autore, chiaramente "Nemo" profeta in patria era lapalissiano che avesse avuto successo... e così fu. Poi l'asticella s'alzò un pochino e il "Cialtrone" venne presentato nella città della Casa Editrice; Napoli. Anche qui potremmo dire che giocava quasi in casa, da Iocisto al Vomero, ed anche qui lo stesso successo. Ma al "Cialtrone" non bastava, voleva conquistare col suo humor le due città più grandi d'Italia; prima Milano e poi Roma! E così è stato! A Milano identico successo, grazie alla organizzazione di Storiesenzatrama in collaborazione con l’associazione AVS Veronica Sacchi.

Poi -pochi giorni fa- il "Cialtrone" è approdato nel cuore della capitale a Campo de' Fiori, alla Libreria Farhenheit 451, dove supportato dalle ragazze di Tre caffé e un succodimirtilli (le stesse che hanno organizzato la presentazione a Napoli ndr), nello specifico; Laura Solimene, Rossella Biondi, Serena Filippi e Valeria Smedile hanno fatto sorridere ed interessare i tanti lettori che hanno affollato la libreria stessa.

Ebbene step by step il "Cilatrone" sta conquistando tutta Italia in modo trasversale, da sud a nord... perché in fondo ridere fa bene e, sopratutto, mette tutti d'accordo.

... e di sicuro non finisce qui!

Visita la pagina FB di Cialtrone sarà lei!

 

Faith Marin 

Successo a Battipaglia per Il Castello di Amanda di Marianna Caponigro

S'è svolta, giovedì 13 settembre presso il salotto comunale di Battipaglia (Sa), la presentazione del romanzo "Il castello di Amanda" di Marianna Caponigro. La dottoressa Cinzia Ribecco, moderatrice dell'evento, e il giornalista Antonio Abate hanno rivolto alcune domande alla scrittrice sul Volume in oggetto. Nonostante i temi trattati nel romanzo, ovvero: la violenza domestica e la pedofilia, fossero argomenti forti; i relatori si sono complimentati con la scrittrice per il modo in cui ha trattato e scritto gli argomenti stessi. La discussione s'è alternata tra parole energiche e descrizioni romantiche, quasi fiabesche, di una bambina capace di provare grandi sentimenti. La voce narrante dell'attrice teatrale Veronica De Cesare ha reso il tutto molto suggestivo, leggendo due parti importanti del racconto, riuscendo, così, a dare alle silenziose parole scritte la giusta voce.

Nel salotto un uditorio attento ed amichevole che ha apprezzato e sostenuto l'autrice, che ha gestito l'evento con grandi sorrisi, pur chiaramente con la giusta dose d'emozione che non deve mai mancare in queste situazioni così coinvolgenti.

L'evento è stato organizzato in maniera impeccabile dalla Mondadori Store (Eta Beta) di Battipaglia e dal suo patron; Alfonso Amato.

Per la LFA Publisher questo Volume sta rappresentando una vera sorpresa in positivo viste le tante richieste giunte dal distributore, Libro Co. di Firenze, per il libro in oggetto.

 

La redazione LFA

L'autrice, al centro col microfono, Marianna Caponigro. 

"La bambina dagli occhi verdi" di Antonia Napoli è stata presentata al Sicinius Music Festival

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nella splendida location di Sicignano degli Alburni in provincia di Salerno, s'è svolta la 9a Edizione del Sicinius Music Festival, una kermesse non solo musicale ma anche, e sopratutto, culturale. Nella due giorni della manifestazione il libro che è stato scelto dagli organizzatori per essere presentato al pubblico è stato il nostro: " La bambina dagli occhi verdi" ultimo lavoro in ordine di tempo della scrittrice salernitana Antonia Napoli.

"L'incomparabile confusione di una vita sociale, in cui assistere imperturbabilmente, il continuo intrecciarsi di spirali di infelicità, di cattiveria ed inadeguatezza, sgretolando intere famiglie nel silenzio e nell’indifferenza generale."

Questo è l'incipit del libro che a un mese e mezzo dall'uscita sta riscuotendo grande interesse di pubblico e di critica confermando l'autrice come una delle migliori penne che il  panorama salernitano possa annoverare in questo momento, la Napoli, infatti, riesce a coniugare con successo facilità di linguaggio alla complessità dei temi trattati. Insomma una conferma dopo il suo primo lavoro; Sulle Ali di un Sogno  che ha lasciato in chi l'ha letto un senso di apprezzamento e di voler continuare a leggere quanto scrive e scriverà ancora la bravissima Antonia.

 

Articolo a cura della redazione.

Faith Marin

La Madre di Giovanni Staibano seconda nel prestigiosissimo Premio Città di Sarzana 2018

Che il giallo di Giovanni Staibano; La Madre sia un ottimo libro ce ne accorgemmo già in fase di valutazione quando decidemmo di pubblicarlo, ed eravamo sicuri, anche per la copertina d'impatto, che lo stesso avrebbe fatto strada nel panorama editoriale italiano e ciò grazie, sopratutto, alla caparbietà del suo autore, che oltre a pubblicizzarlo sul territorio (umbro ndr) ha messo in atto delle strategie che, condivise con la nostra CE, sta portando frutti davvero importanti.  Il Premio Città di Sarzana è da sempre un punto di riferimento importantissimo nei concorsi letterari italiani ed il secondo posto de La Madre nella sezione narrativa è la conferma che questo libro sta facendo parlare di sé e continuerà a farlo anche nel prossimo futuro, infatti l'Autore ha organizzato giù a settembre tantissime presentazioni in cui -siamo certi- farà conoscere ancor di più questo bellissimo Volume che nel frattempo ha conquistato questo splendido riconoscimento. In basso una foto dell'Autore alla premiazione.

Napoli: la cultura per far rinascere Il Serraglio

Partendo dal romanzo da noi editato di G. Rollo, una bella serata denominata Passi Dimenticati per far rivivere l'Albergo dei Poveri

Quando arrivi in piazza Carlo III a Napoli ti basta un attimo per rimanere senza fiato, non c’è bisogno di alzare gli occhi tant’è imponente ed inquietante quello che si staglia davanti, ma allo stesso modo tremendamente bello; Il Serraglio.
O’Surraglio oppure O’Reclusorio lo conoscono tutti nel capoluogo partenopeo ma negli ultimi decenni il Real Albergo dei Poveri o Palazzo Fuga (denominazione esatta dal nome dell’architetto che l’ha concepito) è purtroppo in uno stato di semiabbandono ed è davvero mortificante ciò, per un edifico voluto da Carlo III di Borbone nel 1700 per dare rifugio ai senzatetto ed ai meno ambienti, ma ciò nonostante resta uno degli edifici pubblici più grandi d’Europa con i suoi oltre 100.000 m² di superficie utile, ma come detto oggi versa in uno stato di degrado.
Solo l’abnegazione di volontari cerca di dare ancora vita a quello che comunque resta un pezzo della storia di Napoli, creando all’interno della parte agibile della immensa struttura attività ludiche e sportive e in più s’è messo – per fortuna- anche il libro; Il Serraglio di Gennaro Rollo (LFA Publisher) a dar voce a chi ne ha poca.
Il Serraglio è un romanzo ambientato nell’immediato dopoguerra, quando, come hanno raccontano testimoni dell’epoca nell’incontro denominato Passi Dimenticati e tenutosi nel campo sportivo del Serraglio, per sfamarsi mangiavano le bucce dei piselli o piuttosto delle fave, dove le famiglie che non avevano nulla “lasciavano” i propri figli proprio al Serraglio per non farli morire di stenti. E nel romanzo di Rollo un ragazzino che è stato portato al Serraglio è convinto d’aver varcato le porte dell’inferno, dovendo affrontare e confrontarsi con realtà a volte crudeli, ma – senza svelare il finale- riesce a trovare quantomeno una speranza nel domani.
Ebbene partendo proprio da questo punto nell’incontro voluto fortemente dall’associazione che opera ancora all’interno del “Reclusorio” si è tenuta una serata splendida nel ricordo di chi ha vissuto il Serraglio stesso e, soprattutto, chi dal Serraglio ha trovato la sua strada per avere successo nella vita, come quello di un imprenditore che oggi fattura 51 milioni l’anno e che deve tutto a sua nonna che proprio nel Serraglio s’è inventata un lavoro; quello di lavare le uniforme per i soldati americani e partendo da un po’ di sapone man mano ha aperto la prima lavanderia a
gettoni d’Europa che come detto poi man mano è diventata una vera e propria industria che da lavoro a oltre 1200 dipendenti.
Struggente, infine, la testimonianza dell’ultimo partigiano napoletano (92 anni) ancora vivente che ha raccontato delle 4 giornate di Napoli con chiaramente un aneddoto legato proprio al Reclusorio.
Insomma laddove non giungono le istituzioni ci pensa la cultura e la parte bella della società civile affinché O’Surraglie possa dare ancora speranze in una città come Napoli dove, a prescindere dai soliti stereotipi, v’è fermento ed interesse ma soprattutto la speranza non muore mai!

 

Sintesi video della serata

Articolo a cura di Faith Marin

D. Protani e V. Vacca vincono l'VIII Premio "Luigi Di Rosa" col Patrocinio del Senato della Repubblica Italiana

Il romano Diego Protani e la sarda Viviana Vacca hanno vinto l'ottava EdIzione del Premio "Luigi Di Rosa" con la nostra pubblicazione: SULLE LABBRA DEL TEMPO AREA TRA MUSICA GESTI ED IMMAGINI. Il Volume è un saggio sugli anni '70, che partendo dallo storico gruppo fondato da Demetrio Stratos -appunto gli Area- ripercorre con oltre 80 interviste ad esponenti della musica, della politica, del costume quegli anni che in qualche modo hanno segnato un'epoca di cambiamenti sociali e politici. Il Volume porta la  prefazione di Patrizio Fariselli e le foto interne e di copertina del fotografo che ha raccontato quegl'anni con la sua macchina fotografica lasciando immagini che resteranno per sempre nella memoria storica degli italiani; Tano D'Amico. La premiazione è avvenuta Venerdì 25 maggio 2018 a Sezze in provincia di Latina. Come detto il Premio "Luigi Di Rosa" è stato patrocinato dal Senato della Repubblica Italiana e dalla Università romana di Tor Vergata.

Nel Volume, come detto, ci sono circa 80 interviste tra le quali spiccano quelle a Steve Hackett dei Genesis oppure agli italiani Enrico Ruggeri o piuttosto a Luciano Regoli.

 

Ai due autori il riconoscimento della redazione tutta della LFA Publisher.

Sopra, un sorridente Diego Protani dopo aver ritirato il Premio.

Il gotha del giornalismo napoletano alla prima del libro di Raffaele Chiacchio; Oltre la Vita

Uno dei palazzi più belli di Napoli; Palazzo Fabbrocini in piazza dei Martiri nel salotto buono della città, ha fatto da scenario suggestivo, con le sue ampie sale settecentesche, alla presentazione LFA Publisher del libro dello stimato avvocato partenopeo Raffaele Chiacchio. Oltre la Vita è il primo romanzo -quasi epistolare- del professionista napoletano che ha voluto fortemente questa location che il banchiere Raffaele Fabbrocini gentilmente ha concesso. Un matinée, all'insegna del buon gusto e dell'eleganza, per presentare un libro bellissimo, una struggente storia d'amore d'altri tempi in uno scambio d'epistole tra i protagonisti che proietterà il lettore in un mondo immaginifico,  quasi onirico, dove la fantasia -molto spesso- prenderà il posto della cruda realtà della seconda guerra mondiale.

Alla presentazione stessa è intervenuta il gotha del giornalismo partenopeo e non solo. A modererare il tutto  Francesco Rasulo di Repubblica, e interventi apprezzatissimi di Alessandra Barone del TGR Campania, Paolo Barbuto de Il Mattino e del responsabile di RAI Vaticano Massimo Milone. Come dicevamo una location bellissima che ha fatto da corollario ad un evento potremmo dire anche mondano. Allo stesso è intervenuto l'Editore della LFA; Lello Lucignano con la consorte Anna Maria Martines -AD della stessa- e, infine, da sottolineare gli applausi scroscianti a fine presentazione del foltissimo pubblico invitato presente. 

 

Faith Marin

La bambina dai capelli neri neri, presentata da Iocisto

Armando Grassitelli napoletano, si occupa di Amministrazioni Condominiali, Responsabile di Arci Servizio Civile Napoli e Co fondatore dell’Associazione Culturale “Guapanapoli” oltre ciò è  un bravissimo scrittore con tre pubblicazioni già all'attivo. Le prime due in self publishing -la seconda il cui ricavato è andato completamente in beneficenza ndr- mentre la terza; La bambina dai capelli neri neri è la prima pubblicata con una vera e propria casa editrice, appunto la LFA Publisher.

La presentazione ufficiale è avvenuta domenica scorsa alla Libreria Iocisto, vero punto di riferimento per la LFA Publsiher a Napoli. Essa, nonostante una pioggia incessante che ha causato gioco forza qualche defezione, è stata un successo. L'Autore ha esposto agli astanti il suo libro che ha destato tantissimi commenti positivi, per cui al termine della kermesse lo abbiamo avvicinato e gli abbiamo posto alcune domande.

 

La bambina dai capelli neri neri... un titolo curioso, ci parla un po' di questa bambina?

La bambina dai capelli neri neri è un dichiarato omaggio a Schulz, il creatore dei Peanuts, e alla sua ragazzina dai capelli rossi, la bambina di cui non si vede mai il volto che rapisce il cuore di Charlie Brown.  La bambina è un cucciolo di donna, così mi piace immaginarla, che desidera con tutte le sue forze librarsi in volo e liberarsi soprattutto dalle zavorre che vede nelle persone che circondano il suo mondo, le ho dato una connotazione fisica particolare, una massa di capelli lunghi e neri; ma ho volutamente lasciato indefiniti i contorni del viso e gli altri particolari, perchè mi piace l'idea che ciascun lettore, piccolo o grande che sia, leggendo la storia possa immaginare una "sua bambina". personalmente, poichè la prima stesura del libro risale al 2000, nella "mia" bambina dai capelli neri neri c'era un bel poco di colei che sarebbe diventata mia moglie, Marta.

 
In IV di copertina v'è scritto: "Principessa la parola è medicina..." da dove, e perché nasce questo incipit?
La frase nasce da un mio caro amico, Sabino, che celebrò le nozze con Marta.
Era una frase che sua nonna gli ripeteva spesso, e che lui ha voluto regalarci nel discorso di celebrazione del matrimonio.
L'ho fatta mia, e ho voluto rendergli omaggio, perchè è una frase che realmente mi ha cambiato la vita.
 
Se entrassi in libreria e vedessi il suo libro sullo scaffale m'incuriosirei già dalla copertina, ha una storia questa cover e secondo lei quanto influisce una bella copertina nella vendita d'un libro?
La copertina è un prezioso regalo della mia amica Marianna Quartuccio, una bravissima fotografa che vive a Milano; nella vita ho avuto la fortuna di imbattermi in persone ricche di idee e di passioni, e Marianna è una di queste. le sue foto (grazie alle quali ha ottenuto il riconoscimento di miglior progetto fotografico del 2017 da una nota rivista milanese) sono ricche di calore e di colori. La copertina  -come sa- rappresenta tanto per un libro, al punto da potere diventare, secondo me, il vero valore aggiunto in libreria: per chi conosce l'autore ma anche (e soprattutto forse) per chi non lo conosce. Il problema è riuscire ad arrivarci in libreria, e trovare all'interno di essa una collocazione fisica che valorizzi il libro e la copertina: sembra un discorso di puro marketing, ma purtroppo sappiamo che anche in questo settore l'immagine conta.
 
Qual è il target per questa... possiamo definirla fiaba?
Il libro è una fiaba, e in quanto tale secondo me è destinata ad un pubblico di sognatori... a prescindere dall'età. A giudicare dalla reazione che hanno avuto i primi giovani lettori che hanno conosciuto la bambina, credo che possa trovare la sua dimensione ottimale tra i lettori adolescenti... e se qualche adulto vorrà leggerla sul lettone la sera mettendo a letto i propri figli sarò felicissimo!
 

Infine sempre retorica quanto basta nelle mie interviste, ma qual è il messaggio che dà il libro e quali sono i progetti futuri di Armando Grassitelli?

Chiaramente il libro è  una fiaba, e in quanto tale secondo me è destinata ad un pubblico di sognatori... a prescindere dall'età, e a giudicare dalla reazione che hanno avuto i primi giovani lettori che hanno conosciuto la bambina, credo che possa trovare la sua dimensione ottimale tra i lettori 
Il messaggio è piccolo, ma potente: le parole sono importanti, ma i comportamenti lo sono di più. è un libro che vuole trasmettere l'amore per la lettura, ma anche quello per le persone, per quelle che sono, senza convenzioni, in fondo, la bambina dai capelli neri è nascosta dentro ciascuno di noi: solo che forse non tutti lo sanno. quanto ai miei progetti futuri, continuerò a scrivere, come faccio - anche se non con la costanza che vorrei. Ho da poco terminato la stesura di un libro a quattro mani con l'amico scrittore christian capriello, e (più avanti) ho abbozzato altre due storie: una è il seguito del mio primo libro, "la forma imperfetta", che stampato con la formula del self publishing ha ottenuto un riscontro incredibile soprattutto in termini di gradimento; l'altro invece è un romanzo ispirato alla professione di avvocato che ho lasciato due anni fa: ma per fare bene le cose ci vuole tempo. una cosa alla volta... intanto ringrazio veramente di cuore LFA per avere creduto nella bambina dai capelli neri neri, con l'auspicio di proseguire fianco a fianco per tanto tempo ancora!
 

Un libro per dire No al bullismo!

Salvatore Lanno, è un’artista poliedrico, laureato in Didattica della Musica e dello Strumento al Conservatorio di Musica Statale “Giuseppe Verdi” di Milano, riesce a coniugare con successo molteplici attività, su tutte la scrittura. Finalista e vincitore di moltissimi premi importanti, è lui stesso presidente ed organizzatore di uno dei premi letterari più importanti del panorama italiano; il Premio Peppino Impastato. Con la nostra CE ha pubblicato Il Leone Prepotente , nell'ottobre del 2017,  una bellissima fiaba illustrata che ha un messaggio molto forte che porta avanti; la “guerra” al bullismo. Infatti, grazie a questo scritto, sta portando in giro per le scuole italiane un progetto molto importante ed ambizioso denominato: qui si reagisce!

 

A Salvatore Lanno abbiamo posto delle semplici domande per far conoscere meglio ai nostri lettori la mission che sta portando avanti.

 

Il Leone Prepotente è una favola che ha un messaggio molto forte: la lotta al bullismo. Ci parli un po’ del libro e perché ha scelto una favola per parlare di questo argomento così spinoso e attualissimo?

In Italia più della metà dei bambini/adolescenti tra gli 11 e i 17 anni hanno subito un episodio di bullismo nell’arco di un anno. Un ragazzo su 5 è vittima di atti di bullismo ripetuti e frequenti. Non possiamo fare finta di nulla! Ecco uno dei motivi perché ho scelto di affrontare questo tema

 

Sappiamo che sta facendo tappa in tantissime scuole italiane, le chiedo: cosa ne pensano i bambini del libro stesso e, chiaramente, del bullismo?

Esatto, le varie tappe che sto per fare mi stanno regalando degli spunti in più, ampliando la mia personale “definizione” di bullismo. Questo, grazie alle testimonianze dei bambini; la loro partecipazione, il mettersi in discussione davanti ai propri compagni è molto positivo. Parlare di questo fenomeno sociale ci aiuta ad essere consapevoli e con piccoli accorgimenti qualcosa può cambiare. Soprattutto, cercando di non avere paura di “denunciare”. I bambini reagiscono bene alle diverse proposte/domande che vengono sottoposte; certe volte riescono a capire particolari concetti e a porre delle domande “profonde”.

 

Le tavole del volume sono bellissime, spendiamo due parole per l'illustratore?

Riccardo Salafrica è riuscito a illustrare in maniera impeccabile la favola con uno stile che rispecchia uno stile grafico “reale”. Personaggi disegnati e colorati con cura e professionalità.

 

Ci dice le prossime tappe del suo, possiamo chiamarlo, tour per le scuole italiane?

Dopo le prime tappe nelle scuole del milanese, quella di Roma, Cinisi, Milazzo e Melito, tra qualche giorno andrò a Quarto, Milano, Talamone, Napoli, Calatafimi, Marsala e Palermo. Il nome del tour “Qui si reagisce o si perisce” prende spunto dalla frase della battaglia di Calatafimi “Qui si fa l’Italia o si muore”, e quindi toccherà le principali tappe della Spedizione dei Mille. Se Garibaldi, tappa dopo tappa riuscì ad ottenere l’unità d’Italia, “Il leone prepotente” proverà a mandare un messaggio cercando di “modificare” alcuni comportamenti negativi. L’ hashtag del tour è: #noalbullismo.

 

Infine, sarò banale, ma cosa si può ottenere da un libro, o meglio basta solo un libro per lanciare un messaggio o... ?

Penso che non basti solo un libro per lanciare un messaggio, ma serve anche “donarsi”, “spostarsi”, essere pronti dare e a ricevere. Un arricchimento culturale ma soprattutto umano!

 

Articolo di Faith Marin

Da oltre un anno sulla breccia col suo libro. Ecco Silvia Brindisi

Oggi conosciamo meglio Silvia Brindisi che, da oltre un anno, è sulla cresta dell’onda col suo Romanzo: Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore, viene spontaneo -quindi  iniziare questa intervista chiedendo il perché di questo titolo, e qual è il messaggio dato dal libro?

Ho scelto un titolo molto semplice, vero e diretto dove ho voluto dare importanza alla comunicazione non verbale, tra cui come in questo caso, quella degli occhi ,che non sempre viene considerata dalle persone. I messaggi che ho voluto dare con il mio libro sono diversi , come non aver pregiudizi per chi vive situazioni difficili, essere più altruisti , empatici e sopratutto che non bisogna mai mollare e non aver paura di riprendere in mano la propria vita.

 

Ci sono ancora margini di speranza nella società attuale per gli ultimi, per i più deboli, per i quasi dimenticati, ovvero per -potremmo definirli- i “fantasmi metropolitani”?

Si penso di si , mi auguro solo che verranno fatte più cose per aiutarli , sempre in modo più concreto e che non rimangano solo parole al vento. Sono persone e nessuno si merita di stare solo ancor di più al freddo e in una situazione difficile. Siamo nel 2018 e queste cose non dovrebbero esserci.
 
Adesso conosciamo Silvia come donna… parlaci un po’ di te.

Allora ho 37 anni vivo a Roma, amo la mia città ma ho origini meridionali di cui vado molto fiera. Sono ultima di tre figli, amo scrivere, leggere e viaggiare. Sono educatrice professionale di comunità, ho avuto diverse esperienze formative e lavorative in vari settori del sociale. Sono una persona molto solare, determinata , sempre schietta nel dire ciò che dico , vera socievole e lotto sempre per realizzare ciò in cui credo.

Non mi piace vivere di rimpianti e non sopporto le persone ipocrite e quelle che non fanno nulla per cambiare ciò che non va.

 

Come una donna con la sua quotidianità, fatta di lavoro, impegni vita, frenetica riesce a trovare il tempo per scrivere e -sopratutto- cosa provi nello scrivere?

Il tempo per fare ciò che mi piace , ovvero scrivere , lo trovo come posso, il mio motto è “ Volere è potere ” . Scrivere mi rilassa e mi carica molto perché mi permette di s condividere le mie emozioni con i lettori e per me non c'è cosa più bella.

Scrivo sempre la sera e mi lascio guidare da ciò che sento senza farmi molti programmi.

 

Come ogni intervista che si rispetta chiudiamo con la domanda più banale, ma che -secondo noi- racchiude l’essenza del personaggio, ovvero: quali sono i tuoi progetti futuri, scriverai ancora? Hai in programma altre presentazioni? Infine cosa ti ha dato -non solo come scrittrice- il successo di questo Romanzo d’esordio? Devi ringraziare qualcuno o solo la tua caparbietà e volontà?

Allora ho diversi progetti, tra cui finire il mio nuovo libro e non vedo l'ora , si mi piacerebbe organizzare qualche presentazione del mio libo .Inoltre in questi mesi farò alcuni firma copie in due librerie di Roma, e ci saranno altre novità anche in radio ed infine sarò al Comincon di Napoli. Sicuramente non mi fermo. Questa nuova esperienza mi ha permesso di capire meglio ciò che voglio e coltivare meglio la mia passione per la scrittura. Mi ha fatto piacere molto conoscere nuovi mondi tra cui quello della radio e delle interviste sia sui giornali cartacei che online.

Ho avuto molte soddisfazioni e ne sono felice anche perché mi ha permesso di scoprire meglio anche una parte di me In primis sono felice di aver seguito il mio istinto nell'inviare il mio scritto senza mollare , ma un enorme grazie lo devo al mio editore Lello Lucignano e alla casa editrice LFA PUBLISHER. Non smetterò mai di ringraziarli per la loro serietà e professionalità. Mi hanno dato la possibilità di realizzare il mio sogno pubblicando il mio libro, in modo del tutto gratuito seguendomi e non smettendo mai di credere in me e nei miei progetti.

Sono sempre più felice di far parte di questa bella famiglia


Articolo di Faith Marin

Conosciamo Antonella Tamburrino, protagonista in TV col suo; Un Anno da 30 e Lode

Antonella Tamburrino (Antonietta pseudonimo) è una giovane donna e -sopratutto- mamma che vive a Parete in provincia di Caserta. Ella ha una passione; la scrittura ed ha pubblicato con la LFA Publisher un libro bellissimo dal titolo: Un anno da trenta e lode, un volume  che sta riscuotendo un successo notevole ed è approdata nei giorni scorsi in uno dei talk-show più seguiti dell'Italia meridionale, ossia Mattina 9 su Canale 9 di Napoli.

Abbiamo raggiunto l'Autrice ponendole alcune domande per conoscerla meglio.

 

Come nasce la passione per la scrittura in Antonietta:

La scrittura nasce con Antonietta Tamburrino, una cosa completa l'altra. Ho sempre amato scrivere, fin da piccola. Scrivevo temi, lettere ad amiche, inventavo storie ogni giorno ed è come se la scrittura riuscisse a tirar fuori i miei sentimenti, il mio modo di pensare, le mie paure, i miei sogni, la parte migliore di me... E da allora è una delle mie più grandi passioni, scrivo perché con le parole riesco a creare un mondo nuovo che mi piace condividere con gli altri.

 

Un Anno da trenta e lode, qual è il messaggio e ci parli un po' del libro?

Un anno da 30 e lode non è come può far intendere il titolo l'anno in cui i voti all'università sono il massimo ma è l'anno in cui una giovane ragazza di Napoli, Sofia, lotta per ottenere quel voto che vale la propria salvezza. La giovane infatti scopre di avere un cancro al seno e lotterà con tutte le sue forze per sconfiggere la malattia e costruire il suo domani. Dramma, speranza, amore, amicizia, un mix perfetto che rendono la storia emozionante in tutte le sue sfumature. Napoli da sfondo e quella forza di volontà che ti spinge a vedere mille colori anche tra pareti bianche di un ospedale. Bisogna sempre lottare per avere il proprio domani proprio come fa Sofia.

 

Il tuo libro sta avendo un grande riscontro mediatico; televisione, radio, giornali... ferma un'immagine che ti ha dato emozione?

L'immagine più bella della promozione del libro è sicuramente vedere gli occhi delle persone emozionate, i loro sorrisi e soprattutto i loro giudizi positivi dopo aver letto il romanzo. Per promuovere un romanzo bisogna prima di tutto parlare col cuore sia se lo si fa in tv, alla radio o durante una presentazione, bisogna saper emozionare, mettere se stessi nelle mani degli altri proprio come si mette se stessi tra le pagine di un libro. Sicuramente ricordo con gioia la mia prima presentazione al Palazzo ducale di Parete (Il mio paese). Ero mamma da solo due settimane  ma sono riuscita ad organizzare tutto e a ricevere tanti complimenti per la storia e le emozioni date.  Ricordo ancora l'intervista a Radio Marte e a Mattino9 ma sono solo all'inizio, come dice l'editore "step by step".

 

Domanda banale, i progetti di Antonietta scrittrice e Antonella mamma e moglie.

Antonietta scrittrice non si ferma, va avanti per la sua strada perché crede nella sua passione con tutta se stessa. Continuo a portare in giro il mio romanzo e nel cassetto ho già pronto anche il terzo che spiccherà in futuro il volo. Antonella mamma e moglie coinvolgerà nella sua passione il marito e la figlia perchè infondo loro sono la principale fonte di ispirazione.

 

Il tuo sogno nel cassetto l'hai realizzato, cosa puoi dire  a chi s'imbatte nel mondo editoriale?

Chiunque abbia un sogno nel cassetto lo porti fuori e lo realizzi, il mio era quello di pubblicare un romanzo. Con il primo sono stata poco fortunata nella scelta di una casa editrice non solo a pagamento ma anche poco presente con gli scrittori. Per il secondo romanzo non potevo fare scelta migliore, la Lfa publisher non solo è totalmente free ma accompagna gli autori mano nella mano in questa nuova avventura proprio come fa un genitore col suo bambino. Felice a 360°.

 

Articolo di Faith Marin

VEDI L'INTERVISTA COMPLETA A CANALE 9 DI ANTONELLA

Bellissima presentazione a Corleone di Patrizia Gariffo

Si è svolta presso il Liceo Don Giovanni Colletto di Corleone la presentazione del volume di Patrizia Gariffo; "Messi vicini per caso", hanno partecipato oltre 150 persone all'evento, tra cui gli alunni dello stesso liceo ed anche estranei alla scuola, oltre ad autorità del paese.
Durante il dibattito hanno parlato nell'ordine; il dirigente scolastico Natalia Scalisi, le professoresse Marcianti, Di Rosa, Rogato e c'è stato anche l'intervento da Ancona, via Skype, del professor Di Benedetto. Ha moderato il tutto il professor Campo.
Come detto, vi erano oltre 150 persone all'evento a cui ha partecipato chiaramente l'autrice, alla fine del dibattito la stessa Patrizia Gariffo ha fatto leggere dalla sorella Concetta un intervento mirato a ringraziare tutti i presenti, una frase ha destato l'attenzione degli stessi i quali hanno intuito il valore e spessore umano di Patrzia:


"Non è il destino a scegliere per noi ma siamo noi,

con impegno, fatica e sacrifici a decidere come

deve essere la nostra vita."

 

Alla fine un grande applauso dei presenti a salutare il libro della Gariffo ma sopratutto l'Autrice che s'é detta emozioanatissima e felicissima della presentazione stessa.

 

La redazione LFA Publsiher

Terza serata autori multipli LFA al Teatro Troisi di Afragola.

Si è svolta, con grandissimo successo, la Terza Edizione di Autori Multipli LFA al Teatro Trosi di Afragola -Na-. Leggi l'articolo completo a firma di Francesco Ambrosio.

 

LEGGI L'ARTICOLO COMPLETO. GUARDA LE FOTO E IL VIDEO DELLA SERATA.

VEDI TALK INTEGRALE IN HD E VIDEO INTERVISTE

Parterre de roi per Vita D'Artista di Claudio Tortora

Un parterre de roi per la presentazione al Palazzo di Città di Salerno del Volume 

LFA Publisher: VITA D'ARTISTA scritto da Claudio Tortora sul grande Charlot.

Alla presentazione stessa oltre al Sindaco di Salerno Vincenzo Napoli è intervenuto anche il figlio dell'immenso Artista; Eugene Chaplin (alla dx dell'autore).
LFA Publisher

IL SERRAGLIO NEL SERRAGLIO  Ancora un grande successo di pubblico per il romanzo di G. Rollo, presentato proprio nel luogo in cui è stato ambientato. 

Metti una domenica mattina, calda e inusuale per novembre, un palazzo che è la storia di Napoli e tanta gente che attenta ed assorta ascolta la presentazione di un libro. Ma dietro l’affollata scrivania, non v’è Maurizio de Giovanni o piuttosto Erry De Luca, ma un giovane partenopeo, non uno scrittore di professione, ma un chimico. Lui è Gennaro Rollo, il libro è Il Serraglio… il luogo proprio O’ Surraglio. Il Serraglio nel Serraglio, così è stata definita la presentazione di questo bel romanzo. Il luogo dove è stato ambientato è, nello specifico, la palestra molto accogliente della Kodokan, gentilmente messa a disposizione dal signor Francesco Marmo, e che ha sede proprio all’interno dello storico edificio. A moderare la presentazione Francesco Grillo di Raito Libri che da tempo collabora con la Casa Editrice LFA Publisher che ha individuato proprio nel romanzo di Rollo uno dei libri di punta della stessa, un volume che passo dopo passo sta conquistando Napoli, come ama sottolineare l’editore della LFA Lello Lucignano che con la AD Anna Maria Martines hanno preso parte alla presentazione. Unica nota stonata la mancanza di un rappresentante del Comune di Napoli che, purtroppo, ha snobbato l’avvenimento che non era fine solo alla presentazione di un libro, ma aveva anche una valenza sociale, infatti da troppo tempo il maestoso edificio di Piazza Carlo III è abbandonato a se stesso. Tornando alla presentazione, oltre alla presenza, naturalmente, dell’Autore e del moderatore, vi erano: l’architetto dott.ssa Francesca Brancaccio, che nel suo mirato intervento ha spiegato al foltissimo pubblico (oltre 120 presenze), le note salienti sull’edificio stesso, che ricordiamo ai più si chiama Palazzo Fuga proprio dal nome di colui che l’ha concepito, inoltre era presente la prof.ssa Vittoria Milano che nel suo intervento ha parlato di Gennaro Rollo ed ha sottolineato il fatto di come Il Serraglio abbia vinto il Premio Nanà -giovani scrittori per l’Europa- in modo trasversale, infatti la giuria del suddetto Premio era composta soltanto da giovani di tutta Italia che hanno premiato questo lavoro che potrebbe sembrare confinato solo nella città di Napoli invece ha avuto appunto un riconoscimento nazionale. Ma la parte sicuramente più suggestiva è stata quando, sulla narrazione del bravissimo Prof. Francesco Vitto, si sono esibite le straordinarie attrici Antonella Centomani e Mariolina Lucchetti che hanno recitato passi dal romanzo facendo calare sui presenti il sofferto degli anni immediati al dopoguerra, quando il protagonista del romanzo stesso, Gaetano, fu rinchiuso nel Serraglio e come dice nella Quarta di copertina l’Autore: “Una volta la mamma gli aveva raccontato dell’Inferno. Gaetano ebbe la sensazione di averne appena varcato la porta.”

Noi in conclusione possiamo solo mettere tre puntini… perché molto spesso l’Infermo può trasformarsi n Paradiso.

 

Articolo redazione LFA

SUCCESSO STREPITOSO DI PUBBLICO PER LA PRIMA DE; IL SERRAGLIO DA IOCISTO AL VOMERO -NA-

Prendi una sera di fine estate, raduni nello spazio antistante di una libreria che è ormai cult a Napoli; Iocisto, centocinquanta persone per la presentazione di un libro e... ! Detto così potrebbe sembrare quasi fantascenza per la prima di un Volume di un esordiente, ma non per IL SERRAGLIO di Gennaro Rollo -vincitore del Premio Nanà, giovani autori per l'Europa- un libro che sta conquistando non solo Napoli ma l'Italia intera. Il Serraglio è un edifico maestoso, gigantesco ma che, come tante bellezze architettoniche sparse per la nostra bellisima penisola, abbandonate a se stesse. Gennaro ha ambientato in questo luogo il suo romanzo, post seconda guerra mondiale, dove venivano rinchiusi i ragazzi meno abbienti. Gaetano, il piccolo protagonista della vicenda, viene spinto senza troppe maniere in quell'edificio, e lui si trovò catapultato in quello che poteva essere l'inferno, ma...

La serata è stata moderata da Anna Pia Calitri che ha traghettato il folto pubblico nell'immaginifico mondo del Serraglio... O' Surraglie, come viene identificato a Napoli, in quasi un'ora e mezza di presentazione assecondata dall'Autore che ha spiegato in tutte le sfaccettature anche il messaggio intrinseco de Il Serraglio... che non sceleremo qui ma che che scoprirete solo acquistando il Volume stesso. Ha aperto la splendida serata la padrona di casa, la dott.ssa Federica Flocco, noto volto televisivo, curatrice tra l'altro del Il Libro della Settimana su Napoli Canale 21.

Alla fine della kermesse gli spettatori hanno posto domande all'Autore che è stato lietissimo di dare altre spiegazioni e retroscena agli astanti, dopodiché lo stesso Autore ha firmato un numero notevole di copie che ha superato di gran lunga le copie messe a disposizione della LFA Publisher, che ha provveduto ad inviare a Iocisto altre copie per soddisfare le richieste dei lettori.

Alla serata stessa ha presenziato l'Editore della LFA: Lello Lucignano e l'amministratore della stessa la signora Anna Maria Martines.

Già il programma per questo libro nuove presentazioni e firma copie alla Mondadori di Roma di via Piave.

 

Guarda il reportage fotografico della serata.

 

Segui l'intervista completa rilasciata dall'Autore a Federica Flocco di Napoli Canale 21

Successo di pubblico a Parete -Ce- per la presentazione del romanzo; Un Anno da 30 e Lode.

 Una bellissima presentazione -quella organizzata dalla LFA Publisher- presso il Palazzo Ducale di Parete -Ce- che ha visto protagonista il Romanzo, da noi editato; Un anno da Trenta e Lode, scritto da Antonietta Tamburrino.
Innanzi ad un pubblico strabocchevole che ha riempito la bellissima sala conferenze, la giovanissima Anna Pia Calitri ha moderato in maniera impeccabile la serata coinvolgendo l'Autrice in un dibattito molto garbato ed allargato con la presenza della signora Teresa De Rosa che con la sua storia ha ispirato il libro stesso.
Sono intervenuti, a dare il benvenuto agli astanti, il giovanissimo Sindaco Gino Pellegrino, l'assessore alle Pari Opportunità Marta Vitale e l'assessore alla Cultura Gilda Grasso. Tre interventi di basso profilo con un unico comune denominatore; il sostegno della cittadinanza all'Opera della giovane mamma e scrittrice Antonietta Tamburrino. Come detto un pubblico folto ed attento ha seguito la serata riempiendo la sala stessa anche con posti in piedi. Come dire ogni tanto la Cultura vince e ciò grazie all'abnegazione di una giovane donna che ha voluto, in concerto con la LFA, questa serata e possiamo dire che Antonietta ha vinto la sua battaglia proprio come la protagonista del suo libro. Infine un ringraziamento allo staff LFA che ha curato la serata in maniera impeccabile con le foto di Federica, all'audio Elena e la presenza dell'Editore Lello e della amministratrice delegata Anna. Insomma una bellissima serata la quale c'ha insegnato che, anche in una realtà difficle come Parete, possono nascere eccellenze importanti come la Tamburrino stessa o piuttosto gli esponenti della amministrazione comunali, volti giovani e puliti che servono come il pane in questi luoghi difficili.
 
Articolo a cura della redazione.

Presentazione alla stampa di Vita d'Artista di Claudio Tortora

Il giorno 9 giugno s’è svolta alla Riviera di Chiaia a Napoli una bellissima presentazione per la stampa in una location straordinaria!  VITA D'ARTISTA di Claudio Tortora, è stato presentato con un parterre de roi, che ha visto la partecipazione del professor Luca Filipponi -Spoleto Art Festival to Napoli- ed il famoso critico cinematografico Valerio Caprara -che ha curato l'introduzione del Volume-, tutto moderato in maniera impeccabile da Francesco Grillo di Raito Libri. Claudio Tortora è direttore artistico del TEATRO DELLE ARTI di Salerno. Le presentazioni ufficiali del Volume avverranno dal 22 al 26 luglio nel corso del Premio Charlot -giunto alla XXIX edizione- di cui Tortora ne è il Patron e vedrà nella serata finale della manifestazione anche la presenza del figlio, Eugene, del mitico Charlie Chaplin a cui il libro è dedicato.

Presentazione a Cava de' Tirreni per Sesdekzorcoj – 60 esorcismi il Volume di Donato Bella.

La presentazione del Volume; Sesdekzorcoj – 60 esorcismi è stata un'occasione interessante e stimolante, che, come ha ricordato il sindaco di Cava de’ Tirreni, Servalli, si inserisce nella programmazione culturale dell’amministrazione. Durante la serata, intervallata dalla lettura di alcuni racconti a cura della professoressa Formisano, i relatori hanno tracciato le caratteristiche umane e personali dell’autore ed evidenziato gli aspetti stilistici e contenutistici di Sesdekzorcoj. Per il prof. Mughini, in particolare, Donato Bella si è sempre contraddistinto, nella vita e nell’impegno politico, per la sua capacità di farsi valere attraverso la forza delle idee e la capacità di sintesi, opposte alle urla e alla verbosità, qualità che si ritrovano anche nello scrittore. La professoressa Di Serio, poi, con le sue domande, ha consentito di far emergere con maggior dettaglio alcuni tratti della personalità e della poetica dell’autore: la sua visione della donna-strega, il senso dell’impegno politico, il ruolo della magia e dei numeri, il rapporto con la poesia, ecc.. Il prof. Vitolo, giocando col cognome dell’autore (Bella), ha coniato la definizione di “bella scrittura” per indicare la sua cifra stilistica. Una scrittura particolare, complessa, curata, che prova a esorcizzare i lati spaventosi e dolorosi della vita e della realtà attraverso una trasfigurazione che le impregna di elementi esoterici e visionari, creando atmosfere abitate da streghe, scandite da numeri magici, percorse da eros e raccontate come un dipinto di Chagall o di Magritte. E lo fa con uno sforzo di sintesi potente e originale, capace di racchiudere in una-due pagine quantità enormi di suggestioni. Raccomandando, infine, di leggere e rileggere i sessanta racconti per scoprire, ad ogni lettura, nuovi spunti, nuove relazioni trai segni, nuove suggestioni.

 

Al termine della presentazione abbiamo posto alcune domande all'Autore.

 

Scrivere un libro che sensazioni dà?

Personalmente provo una sensazione piacevole ed esaltante, accompagnata da un senso eccitante di liberazione come quando si riesce a completare un impegno complesso. In questo caso, l’impegno è quello di mettere in ordine idee, riflessioni, pensieri nella forma di un racconto. L’emozione di aver risolto un rebus complicato sul quale si è sbattuto la testa per giorni.

 

Perché leggere Sesdekzorcoj. 60 esorcismi, e a quale pubblico è indirizzato?

Credo sia un libro molto originale, una lettura assai stimolante e affascinante, peraltro non stancante, pur richiedendo attenzione. Chi ama leggere cose nuove, lasciarsi guidare lungo percorsi visionari che, però, nel contempo aprono intensi squarci di riflessione sui temi più importanti della vita e del nostro tempo, troverà Sesdekzorcoj una piacevolissima sorpresa per i contenuti e per la scrittura.

 

Che sensazioni ha provato nel presentare il suo Volume innanzi a tante persone, e ciò la ripaga dello sforzo di scriverlo?

È stato molto interessante e stimolante, soprattutto perché ho avuto la fortuna che i miei presentatori si sono dimostrati acuti, ben preparati sul piano critico e analitico e sono riusciti a mettere bene in evidenza le caratteristiche stilistiche e di contenuto del libro. È stato, per me, motivo di grande soddisfazione e, per quel che ho saputo, anche i partecipanti hanno seguito con interesse la varie fasi della presentazione, che non è stata mai stancante. Quindi, un momento di arricchimento per tutti.

 

Quali sono i suoi progetti futuri, se scriverà un altro libro e se c'è qualcuno -tra familiari e amici- che l'hanno spronata e lo fanno ancora... insomma a chi dedica questo libro?

In realtà, Sesdekzorcoj-60 esorcismi, è il mio secondo libro, e sì, ho già delle idee per un terzo. Scrivo perché mi piace, non ci sono altri sproni. Un ringraziamento vero, sentito, va solo all’editore. Finora mi ero sempre imbattuto in case editrici a pagamento, la classica situazione che Eco descrive nel suo “Pendolo”, per cui avevo desistito. Ho trovato, per caso, nel Web la LFA Publisher, ed ho provato. Non nascondo che mi attendessi un trucco, prima o poi, cioè la richiesta di contributo in qualche modo formulata, nonostante la loro dichiarazione di essere free. Invece ho dovuto ricredermi. Un editore “pazzo”, mecenate? Non so. Forse semplicemente un editore che vuole fare l’Editore veramente, scommettendo anche su autori esordienti. Per questo, alla LFA Publisher va il mio grande ringraziamento, comunque vada.

 

Nella foto sotto una fase della presentazione da sinistra: Achille Mughini, Gaetano Rancatore, Donato Bella, Franco Bruno Vitolo, Raffaella Formisano, Maria Di Serio.

 

Articolo redazione LFA Publisher

Grande successo per la presentazione del Volume di Giancarlo Piccolo

Il giovane Autore napoletano, Giancarlo Piccolo ha presentato presso la Biblioteca di San Giorgio a Cremano in provincia di Napoli il suo Volume Il Messaggio Segreto di Maria Maddalena -La rivelazione-.

 

Un evento che ha raccolto, intorno all'autore, amici e cultori della materia: una materia che affascina, quale la religione, ma soprattutto la storia ed il culto di Maria Maddalena. Una donna, sempre considerata come una pietra di scandalo fra le seguaci di Gesù e che invece, secondo i Vangeli apocrifi, ha assunto un aspetto totalmente nuovo, di donna che ha amato il Cristo più di chiunque altro. Un secondo libro, poiché (come lo stesso autore ha spiegato) "è nato quasi per caso, in seguito al primo volume di questo viaggio portato avanti sulla figura di Maria Maddalena".

 

Alla serata sono intervenuti, oltre l’Autore, come relatore la Dott.ssa Angela Marmolino, ed hanno partecipato al dibattito i docenti Giorgia Cangiano e Maria Sannino. Stralci dal Volume sono stati letti da Giovanna Castiello.

 

Al termine della Presentazione abbiamo posto all’Autore delle domande.

 

Quali emozioni dà ad un giovane scrivere un libro?

Ho pubblicato il mio primo libro all’età di diciannove anni ed è stata un’emozione fantastica. Credo assai nel lavoro che porto a compimento, ho molta fiducia in me stesso. Scrivere è un qualcosa di liberatorio e vedere impresso su carta il frutto di un grande impegno è una sensazione che va al di là di ogni comprensione. Scrivendo ci si prende cura degli altri e di se stessi e si lascia ai posteri un qualcosa che non è più ormai soltanto tuo, ma di tutti.

 

Qual è il messaggio che dobbiamo cogliere nel suo volume?

‘Il messaggio segreto di Maria Maddalena – La rivelazione’’ custodisce in sé un messaggio d’amore, un messaggio di rivalsa per il sesso femminile. E’ Maria la prescelta, una donna, colei che dovrà portare ai posteri non solo il lieto annuncio della resurrezione ma anche un messaggio che il Signore nel cenacolo ha rivelato a lei e a nessun altro dopo la sua morte. Un messaggio di redenzione, di perdono ma anche di avvertimento. La misericordia di Dio è immensa ed infinita ma non per questo bisogna lasciarsi andare al peccato perché il futuro, così come la vita ultraterrena che ci aspetta, è un qualcosa che costruiamo noi con la nostra condotta ogni giorno.

 

Che ha provato mentre presentava il suo volume ad una platea così variegata?

Emozione e sicurezza allo stesso tempo. Emozione perché è sempre una gioia vedere dinanzi a sé una vasta platea accorsa ad ascoltare le tue parole e sicurezza perché infondo sapevo che proprio quelle persone erano lì, pronte a supportarmi.

Ero d’altronde emozionato anche per la presenza di grandi donne, una commissione tutta al femminile capeggiata dalla dott.ssa Angela Marmolino, che quel giorno ha ricoperto il ruolo di relatrice, la dott.ssa Maria Sannino, che ha discusso circa la trasformazione del giudizio sulla figura della Maddalena nella storia della Chiesa ed infine la dott.ssa Giorgia Cangiano che ha presentato il testo da un punto di vista letterario. Era inoltre presente anche la giornalista Rosalia Gigliano per ‘’La Stampa del Mezzogiorno’’e Giovanna Castiello ha letto brani dal libro.

 

I prossimi progetti editoriali?

Prevista una seconda edizione con la casa editrice LFAPublisher del mio primo volume intitolato ‘Il Messaggio Segreto di Maria Maddalena’’, edito nel 2015 e arrivato alla prima posizione in due categorie di besteller su Amazon, in ‘’Avventura’’ e ‘’Narrativa religiosa’’. Inoltre sto adesso lavorando alla mia tesi di laurea che spero possa essere il mio nuovo libro. Un giorno mi piacerebbe continuare a scrivere di avventura e perché no, anche metter su una romanzo rosa.  

 

Ricordiamo altresì che Giancarlo Piccolo sarà presente presso la stand della LFA Publisher al Napoli Comicon 2017 il giorno 29 aprile dalle 14 alle 16 per incontrare i suoi lettori per un firma copie del Volume stesso.

 

La redazione LFA Publsiher 

Doppia Presentazione nel salernitano per Chiara Ricci e il suo Cinema in Penombra...

Il 3 e 4 marzo scorsi CHIARA RICCI ha preso parte ad un vero e proprio Tour culturale in Campania, organizzato da RAITOLIBRI VETRINA LETTERARIA ITINERANTE INTERNAZIONALE  e dal suo Direttore artistico FRANCESCO GRILLO. Infatti, la scrittrice romana Chiara Ricci  ha presentato il suo libro; Il cinema in penombra di Elvira Notari (edito dalla LFA PUBLISHER dedicato alla prima regista donna del Cinema italiano e arricchito della prefazione di Steve Della Casa in due appuntamenti d’eccezione. Il primo incontro dal titolo “DONNE PROTAGONISTE, Elvira Notari vista da Chiara Ricci“ si è, così, tenuto presso il megastore Feltrinelli di Salerno dove Francesco Grillo e Maria Grazia Salpietro, Presidentessa dell’Associazione JOSPEH BEYUS ED OLTRE, hanno condotto e organizzato l’evento dando la parola ai numerosi ospiti intervenuti: VITO PINTO giornalista e scrittore, CLAUDIO TORTORA regista e direttore artistico del prestigioso “Premio Charlot”, BARBARA SPATUZZI poetessa e pittrice; ANNA MARIA PANARIELLO scultrice; MARIAGRAZIA MANCINO pittrice e MARIA MAMMOLA poetessa. Tutti i partecipanti – assieme all’Autrice – hanno così raccontato, al numeroso pubblico presente e assai curioso, la storia, la vita, la forza di questa Donna e di questa Artista figlia del suo Tempo.

Il secondo incontro, invece, dal titolo “LE DONNE E LA STORIA, Elvira Notari raccontata da CHIARA RICCI” (di stampo più istituzionale) ha avuto l’Autrice ospite del Comune di Cava de’ Tirreni ed ha avuto luogo presso la Sala Consiliare di Palazzo Città, Municipio della cittadina. Anche in questa serata, ancora una volta presentata e organizzata magistralmente da Francesco Grillo e Maria Grazia Salpietro, numerosi sono stati gli ospiti. Primi tra tutti la Professoressa LUCIANA CAPO e il Professor ANTONIO CAPANO in veste di relatori dell’evento; la poetessa MARIA MAMMOLA, l’architetta biologa GRAZIA SANTAMARIA, l’Assessore comune di Minori MARIA CITRO, BARBARA SPATUZZI poetessa e pittrice la quale ha fatto dono alla scrittrice romana il suo dipinto dedicato ad Elvira Notari dal titolo “E piccerella”.

Tutto questo naturalmente in presenza della rappresentanza del Comune di Cave de’ Tirreni rappresentato dalle gentilissime Dottoressa Paola Landi e Dottoressa Anna Padovano Sorrentino le quali hanno ufficialmente assunto l’incarico di titolare e dedicare quanto prima una via ad Elvira Notari che proprio a Cave de’ Tirreni ha deciso di ritirarsi e di morire.

Tante le emozioni, gli incontri, le iniziative, le promesse e premesse nate da questi due importanti incontri per un libro che richiama alla Memoria e per una Donna che non può e non deve essere dimenticata.

 

Ecco i video delle presentazioni.

Video-intervista a Chiara Ricci

Video presentazione alla Feltrinelli di Salerno

Enrico Buongiovanni e la sua "Piccola Gioia" presentata a Pistoia. 

 Enrico Buongiovanni, ha presentato alla Libreria del Globo a Pistoia, davanti ad un foltissimo pubblico, il suo Volume d'esordio -da noi editato- dal titolo; La Piccola Gioia.

Allo scrittore toscano abbiamo posto due semplici e, crediamo, mirate domande:

 

Da dove nasce la sua passione per la scrittura?

La mia passione per la scrittura nasce alle scuole elementari quando in classe studiavamo le poesie dei grandi poeti italiani, ero letteralmente commosso da come riuscissero a farmi provare tali emozioni. La "piccola gioia" non solo racconta dell'amore che ognuno di noi cerca, ma anche della capacità che chiunque ha di poter cambiare e migliorare il proprio approccio alla vita, non esiste ostacolo che non possa essere superato se si hanno la giusta determinazione e persone fidate accanto a noi.

 

Cosa ha provato quando ha presentato in libreria il suo Volume?

La prima presentazione di questo libro mi ha lasciato interdetto, non mi aspettavo così tanta partecipazione ed un'accoglienza così calorosa, tutte cose che fanno immenso piacere, ancor di più perché mostrano che ciò che hai scritto viene apprezzato e questa gratificazione è impagabile.

 

La serata, come s'evince dalle immagini, è stata ricca ed intensa per Enrico, ma crediamo che il riconoscimento più bello sia quello che il  suo Volume è stato letto ed apprezzato... e per uno scrittore ciò non ha prezzo, perché è il coromaento di tanto impegno, ma sopratutto è il coronamento stesso di tanti sogni.

 

La redazione LFA Publisher

Conosciamo la nostra Autrice Elisa Sartarelli e il suo firma copie alla Mondadori di Roma

Elisa Sartarelli è una giornalista, scrittrice e blogger. Attualmente collabora con il Corriere di Rieti e della Sabina e il mensile per ragazzi Dimensioni Nuove. Laureata in Lingue e Letterature Moderne all’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”, ha pubblicato la sua tesi come saggio letterario dal titolo "Il mondo di Frances Hodgson Burnett: The Secret Garden, Little Lord Fauntleroy e A Little Princess" (La Riflessione 2010), e ne sta progettando una riedizione arricchita. È autrice e illustratrice di diversi libri per bambini ambientati nel mondo fantastico delle Quadrobambole. Nel 2015 ha pubblicato "Viola su carta – Saggio sulla scrittura a mano e non solo" (Arduino Sacco Editore) con l’introduzione della grafologa Iride Conficoni. Ha fatto da revisore di stile al libro "Gli anni oscuri di Bergoglio – Una storia sorprendente" (Àncora Editrice 2016), versione italiana della biografia di Papa Francesco dal titolo Aquel Francisco (Editorial Raíz de Dos, 2014) scritta dai giornalisti argentini Javier Cámara e Sebastián Pfaffen. Ha partecipato a due raccolte di racconti: "L’Aviatore delle Fiabe" (Montegrappa Edizioni 2016) con il racconto "Il castello dei fiori d’arancio", e "I racconti di Cultora" (Historica Edizioni 2015) con "La venditrice di speranza". Martedì 14 febbraio, il giorno di San Valentino, si è tenuto alla Libreria Mondadori di via Piave a Roma il primo firmacopie del libro "La fine dell'estate (1992-2015)" di Elisa Sartarelli. L'autrice è rimasta in libreria per incontrare i suoi lettori da mezzogiorno fino alle 17, firmando copie e regalando segnalibri fatti a mano personalmente con una frase del libro e dei disegni.

 

Dopo il firma copie alla Mondadori le abbiamo chiesto;

 

Che emozione le dà lo scrivere?

Scrivere è la mia vita. Mi piace creare con la fantasia, far scorrere le parole e regalare storie ed emozioni. In particolare, mi piace scrivere a mano, perché lo ritengo un modo molto personale di esprimersi che rispecchia chi siamo attraverso il segno. 

 

A quale target di lettori è proponibile il suo volume?

Questo libro è per tutti, per adulti e ragazzi. La storia è raccontata in prima persona da una donna adulta che ricorda l'estate appena trascorsa e un'altra estate di tanti anni prima. S'intrecciano così le vicende della protagonista, che racconta un recente passato e fa le sue riflessioni, al punto di vista che aveva da ragazzina su un'estate quasi trascorsa, tra i pettegolezzi estivi e i primi amori di adolescenti che non avevano internet e cellulare. 

 

Quando ha firmato la sua prima copia alla Mondadori cosa ha provato?

Ero emozionata. Non saprei come altro descriverlo. Questo non è il mio primo libro ma l'emozione di firmare una copia è sempre la stessa: mettere il luogo, la data, scrivere una dedica e sapere che la persona che leggerà il libro si ricorderà sempre di te.

 

Crede che il messaggio che ha dato al suo libro abbia centrato il lettore?

Io credo di sì. Come ho spiegato, il punto di vista è quello di una donna che racconta la fine dell'estate del 2015 e di una vacanza da poco trascorsa a San Vito Lo Capo, in Sicilia. La protagonista parla delle bellezze del luogo, di ciò che ha vissuto al mare e della vita di tutti i giorni. E poi c'è il ricordo di una fine dell'estate del 1992, in cui ritrova il punto di vista di quand'era ragazzina. La vacanza sul litorale laziale stava per terminare ed era finita una storia d'amore che faceva parlare tutta la comitiva. Niente cellulari, niente internet, poca tecnologia: erano i ragazzi del muretto, quelli che si davano appuntamento in spiaggia e suonavano ancora al citofono. 

 

Ha in programma un altro libro oppure i suoi lettori dovranno aspettare ancora un po'?

Ho quaderni pieni di mille idee e il computer con tanti progetti, insieme a una montagna di disegni colorati e da colorare. Non so con esattezza quale sarà il mio prossimo amico di carta a uscire ma ho idea che lo scopriremo presto.

 

La redazione LFA

L'intervista alla nostra Autrice Chiara Ricci a Rai Radio Tre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La nostra Autrice, Chiara Ricci, è stata intervistata ad Hollywood Party a Rai Radio Tre, assieme al cantante-attore napoletano Nino D'Angelo, ed ha parlato del suo ultimo libro -da noi editato-; Il cinema in penombra di Elvira Notari  il quale narra, con foto e documenti d'epoca, della prima donna regista del cinema italiano. Un lavoro importante e minuzioso portato avanti dalla giovane e talentuosa scrittrice romana, la quale ha condensato in un bellissimo Volume le gesta di una vera e propria "pioniera" del cinema italiano dei primi del '900.

 

Ascolta l'intervista integrale Radio Rai Tre.

Come combattere il sovra-indebitamento con un libro. Presentazione di Bolle di Affanno a Lecce.

Tre giorni nel Salento pieni di emozione.
 
"Ho conosciuto tante bellissime persone con le quali abbiamo discusso di debiti, prestiti e di come le persone arrivano a rovinarsi per questo sistema di cose che non funzionano. Tanti hanno acquistato Bolle di affanno e Ricordi Mancati. Soprattutto Bolle di Affanno permetterà a qualcuno che avrà occasione di leggerlo, di passare un natale un pochino più sereno, finalmente con la luce di una speranza accesa. Il libro non fa miracoli, come mi hanno scritto diverse persone che lo hanno letto, ma aiuta ad affrontare il problema del sovra-indebitamento, indicando, nella parte finale, anche tante soluzioni. Un libro fondamentale di informazioni in un ambito dove le informazioni non vengono date. Grazie alla Puglia, agli amici di Lecce e Nardò, al mio editore che mi ha permesso questa avventura e soprattutto alla mia compagna che con la sua pazienza ed il suo amore mi stimola continuamente a proseguire in questa mia missione."
 
Daniele Lama Trubiano 2016©

"Storie di libri tra Palermo e Monreale". Presentazione del Volume di Nicolò Basile -Il Necessariamente Esistente-.

Il giorno 26 novembre 2016 si è svolto a Monreale, all’interno della manifestazione Storie di Libri tra Palermo e Monreale, la prima presentazione del saggio di Nicolò Basile “Il Necessariamente Esistente”, edito da LFA Publisher di Napoli.

I suggestivi locali del complesso monumentale Guglielmo II hanno accolto la cittadinanza e non, in un bellissimo trait d’union di passato e modernità, tra la severa serenità dei cortili, degli affreschi, del suggestivo scalone marmoreo e le innumerevoli opere d’arte contemporanea ivi contenute. A moderare l’evento la monrealese Prof.ssa Romina Lo Piccolo che, da padrona di casa, ha saputo maggiormente discernere la quotidiana concretezza dei temi della participatio. Superando il luogo comune che vede la Filosofia come materia relegata ai banchi di scuola e universitari, si è riusciti a trasformare un argomento specialistico in motivo di approfondimento e ricerca attualissimi, presenti nella vita di ognuno. I temi trattati, oltre a quello già citato della participatio, vertevano sulla dissertazione dei concetti di ordo, productus in esse, motus e creatio ex nihilo. Aspetti che, attraverso la fálsafa di Avicenna, legano l’originale pensiero di Tommaso d’Aquino alla filosofia aristotelica  Di notevole interesse il lungo intervento di S. E. Rev. Michele Pennisi, Arcivescovo di Monreale e raffinato studioso di filosofia. L’Arciprete don Nicola Gaglio ha fatto, poi, eco alle parole dell’Arcivescovo, ponendo l’accento sugli attualissimi risvolti socio-antropologici della nozione tommasiana di partecipazione e sull’aspetto soprannaturale e spirituale di quest’ultima, capace di andare oltre la razionalità stessa. Molti sono stati i presenti del mondo della cultura, della vita e della politica monrealese: tra questi la scrittrice Maria Sapienza, il parroco di San Castrense, don Antonio Crupi, e il Consigliere Comunale della Commissione Cultura, Manuela Quadrante. Quest’ultima ha sottolineato l’importanza sociale di un giovane autore locale che, a pieno titolo, si unisce a tutti coloro che hanno portato lustro alla vita culturale di Monreale. Insieme a loro la cittadinanza, e non solo, ha scelto di unirsi in un abbraccio ideale attorno al Prof. Nicolò Basile per festeggiare la pubblicazione del libro e lo stesso autore che, da monrealese DOC, rinnova la prestigiosa tradizione culturale e filosofica propria dell’antica cittadina normanna.

Sponsor della serata le Cantine Settesoli, eccellenza di spicco nel ricco parterre vitivinicolo siciliano, fortemente voluto dal suo Responsabile Marketing Roberta Urso, che ha scelto per l’occasione una degustazione di vini Mandrarossa.

 

Al termne della stessa manifestazione abbiamo posto alcune domande al'Autore.

 

Perché il "Necessariamente Esistente" in questo periodo storico dovrebbe esser letto?

Perché, oltre a rappresentare un esercizio di raziocinio ed un atto d’amore per il sapere (questi, infatti, i compiti naturali della filosofia), può essere d’aiuto nel riconoscerci tutti “analoghi” nelle nostre diversità. Il concetto di “partecipazione”, infatti, tenta di far comprendere come ognuno di noi prenda parte dello stesso essere, pur essendo diversi in tanti altri aspetti; i risvolti socio-antropologici e politici sono, pertanto, di scottante attualità.

 

La filosofia nasce come amore per il sapere, ma nell'epoca della comunicazione globale che ruolo ha?

Quello di comunicare, a livello globale appunto, questo amore per il sapere, non più di nicchia, ma universale. I nuovi e potenti strumenti propri della comunicazione globale (si pensi ai vari social-network, ad esempio) devono servire da mezzo di diffusione di un pensiero critico, responsabile ed autonomo; e questo è il compito alto della filosofia.

 

Che emozione si prova scrivendo un libro e vederlo pubblicato?

Un’emozione immensa e profonda che non capita tutti i giorni di provare. Vedere stampate le proprie passioni, frutto di un lavoro estenuante e di tanto sacrificio, non ha prezzo; se poi si pensa che tutto ciò verrà condiviso con tanti – si spera – lettori, si raggiunge uno stato di grazia davvero significativo!

 

Ci dice dei suoi progetti letterari futuri?

Premesso che l’insegnamento rimane la mia vocazione principale, che assorbe tutto mio il tempo nonché la mia volontà, ho in cantiere alcuni approfondimenti su aspetti trattati nel testo stesso, ma ancora in nuce (per esempio l’aspetto soprannaturale della partecipazione in Tommaso d’Aquino); parallelamente sto sviluppando, su proposta ed in collaborazione col dott. Alessio Maria Camarda Signorino, due studi sulla storia della Diocesi di Monreale (attraverso la lettura ed analisi di documenti d’archivio) e su un personaggio illustre della storia siciliana che ha lavorato nella suddetta Diocesi.

 

Infine cosa direbbe a chi non ha comperato ancora il suo Volume?

Che potrebbe essere un ottimo spunto, nonostante si tratti di un testo specialistico e non di filosofia popolare, per approfondire tematiche, quali il rapporto tra fides e ratio, nella vita di ogni giorno.

 

Alessio Maria Camarda Signorino

PRESENTAZIONE DE:            -IL DELITTO DELLA SPIDER VERDE-                        di GIUSEPPE ESPOSITO IN FELTRINELLI A SALERNO

S'è svolta, alla Feltrinelli di Salerno, una bellissima presentazione. Si tratta del libro del nostro autore Giuseppe Esposito, Il delitto della Spider verde. Interessantissime relazioni dell’On. Iannuzzi  che definisce il libro “Attraente e suggestivo, fondato su una stimolante e seria analisi sociologica e territoriale, nel segno di una “penna” elegante e scorrevole”. La presentazione ha avuto come ospite anche il professor Granese e come moderatore Antonio Corbisiero. Il prefessor Granese ha tenuto una magistrale lezione su quello che sembrava un classico del secolo XXI.

La bellissima intervista alla nostra Autrice Rosa Mancini a Mattina 9.

Chi vuole vedere l'intervista completa clicchi qui: https://videos/1436529239710299//www.facebook.com/mattina9canale9

Doppio firma-copie di Autori LFA alla Mondadori di Roma.

Grande giornata alla Libreria Mondadori di Via Piave a Roma, dove Giuseppe Senese e Silvia Brindisi hanno presentato i loro rispettivi romanzi: L’uomo che scriveva “al lupo” e Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore. Le Opere sono state esposte, presentate ed acquistare dai clienti giunti in libreria, con tanto di dedica da parte di entrambi gli autori. Le stesse rimarranno inoltre esposte all’interno della Mondadori per permettere ad altri acquirenti di procurarsi una copia. Due opere intense e già apprezzate dal pubblico, capaci di toccare profonde tematiche sociali e, soprattutto, umane. In L’uomo che scriveva “al lupo” e Chi parla poco ha gli occhi che fanno rumore la scintilla che incendia le vicende dei loro personaggi è provocata dall’incontro: basta un giorno come gli altri e l’incrocio tra due sguardi per cambiate irrimediabilmente le nostre esistenze. Al termine del firma-copia, abbiamo intervistato i due Autori, il giovane napoletano Giuseppe Senese, al suo debutto letterario, e la poliedrica romana Silvia Brindisi.

 

A Giuseppe abbiamo chiesto:

 

Il suo Volume s’intitola L’uomo che scriveva “al lupo”. Perché questo titolo e chi è il lupo nella quotidianità?

Il titolo ha un duplice significato: il protagonista, Daniele, scriverà letteralmente le seguenti parole, “al lupo”, ma non si limiterà a fare ciò: durante la storia si vedrà anche “costretto” a dover scrivere qualcosa a questo fantomatico lupo. A questa enigmatica ragazza, di cui il protagonista s’infatua in tal modo da trasformarla da oggetto dei desideri in ossessione pura, deleteria e debilitante. Queste sensazioni negative ed opprimenti rappresentano a pieno il concetto di lupo nella quotidianità: una cerchia di emozioni, timori e paranoie che creano gran tumulto nel nostro animo, e che spesso possono spingere l’essere umano a compiere azioni o vantaggiose, o poco redditizie; o semplicemente, a nessun’azione, come nel caso del protagonista dell’Opera.

 

Che emozione dà scrivere un libro e perché scrivere un libro in questo momento?

Spesso ho pensato che dev’essere bello vedere le proprie opere ammirate e riconosciute dal pubblico, come io stesso e tanti altri hanno amato libri, serie TV, film, videogiochi, canzoni ed altre tipologie di creazioni. Scrivere un libro ti fa sentire come un burattinaio, come un forgiatore, come un modellatore d’argilla: crei una forma ed essa avrà una sua consistenza. Ma bisogna essere consapevoli che tale creazione potrebbe non solo non essere apprezzata, ma potrebbe anche passare inosservata, e bisognerà prenderne atto. Scrivere un libro è anche motivo di sfogo personale: e il riversare su pagine i tormenti vissuti nella vita reale è stata una delle ragioni che mi ha spinto a scrivere L’uomo che scriveva “al lupo”; in verità avevo già in mente da tempo di scrivere qualcosa che si discostasse dal solito raccontino breve, e quale miglior occasione se non questa?

 

Ha progetti letterari futuri?

Dopo aver completato la stesura de L’uomo che scriveva “al lupo” avevo già in mente di svilupparne una sorta di prequel/sequel, dove parte della storia contenuta nell’Opera veniva narrata secondo un punto di vista differente. Ma il progetto imminente a cui mi sto già dedicando è un romanzo che va a toccare un altro mio punto di sfogo: il calcio, che a sua volta va a cozzare contro altri generi, come il giallo e il thriller. Mi sto già occupando di Mendoza e sono certo che farà molto parlare di sé, vista la natura del personaggio.

 

Poi a Silvia abbiamo domandato:

 

Che emozione le dà rileggere il suo libro?

Rileggere il mio libro mi emoziona sempre e sono ancora più felice di averlo pubblicato grazie a voi perché è un romanzo molto speciale per me e lo consiglio a tutti.

 

Cosa si può fare per aiutare tutti gli “Antonio” del romanzo e -secondo lei- la gente ha la volontà di farlo?

Per aiutare gli Antonio del mio romanzo penso si debbano aprire più strutture assumendo anche persone del settore che possono lavorare per aiutarli, ma tutti devono essere meno indifferenti e più empatici verso le persone in difficoltà, in genere e specialmente in questa situazione. Ho raccontato una realtà che potrebbe toccare a chiunque, perché le persone senza fissa dimora sono persone, con delle storie, con le loro fragilità e le loro emozioni. Nessuno deve restare solo, mai!

Ha dei progetti editoriali per il futuro e perché scrivere un libro oggi?

Si ho altri progetti futuri in mente, sono diversi e spero di pubblicarli sempre 

con voi. Scrivo perché mi piace, senza mai programmarmi nulla, mi lascio solo guidare  dalle emozioni e da ciò che in quel momento sento di scrivere. Spero di riuscirci al meglio, con tempo, pazienza e determinazione.

 

La redazione LFA

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