Kosta Mariano nasce nell''85  a Torre Annunziata (Napoli).

Ha trascorso la sua infanzia tra oratorio e piazze di spaccio, imparando a comprendere, sin dalla tenera età, il labile confine tra bene e male, venendo su a liti di rione e partite di pallone sull'asfalto.

Crescendo, si appassiona alla musica elettronica che lo ha aiutato ad allargare gli orizzonti, mentre intorno a sé, nel complesso di case popolari dove è cresciuto, ogni cosa sembrava volesse restingere i suoi sogni.

Cosicché ha iniziato a scrivere poesie quasi per gioco: per far colpo sulle ragazzine, alle quali scriveva dei versi, ispirandosi ai cantori del sentimento.

Da un semplice modo di approccio, la poesia è diventata -man mano- una necessità, come lo sono diventate; la musica e l'arte in generale.

Poi frequenta un istituto tecnico, portato a termine con buoni risultati, malgrado la sua propensione alle materie umanistiche.

Nel frattempo -però- inizia a interessarsi alla letteratura straniera, alla filosofia e alla psicologia.

Finiti gli studi superiori, si iscrive alla Facoltà di Lettere Moderne all'Università Federico II di Napoli, per poi abbandonarla alla fine del primo anno, per motivi economici e personali, continuando -comunque- un suo personale percorso di studio da autodidatta, passando intere giornate sui libri, fino a divorarli e nel contempo venirne divorato.

I suoi autori preferiti, se così si possono definire, anche se sarebbe meglio definirli: "quelli ai quali è maggiormente affezionato", sono: Arthur Schopenhauer, Eric Fromm, Emil Cioran, Tiziano Terzani, Alda Merini, Seneca, Molière, Francois De Larochefoucauld, Epicuro, Serge Latouche e tanti altri.

Più si cimenta nella lettura e più la scrittura diventa per lui una necessità, una sorta di droga per evadere dalla realtà triste e spigolosa in cui è relegato da un destino non troppo benevolo.

La poesia e la scrittura in generale diventano il palliativo al suo intimo tormento, restando, così, la sua unica consolazione.

La precarietà delle sue finanze lo spingono, poco più che ventenne, lontano dalla sua amata e odiata terra, prima le Marche, poi la Lombardia che diventa da lì a poco, la sua fissa dimora.

Nel 2012 nasce il suo primogenito; Kevin a cui si è aggiunta, nel 2017, un’altra piccola peste di nome: Michelle.

Da circa quindici anni lavora come magazziniere presso una multinazionale, tramite una cooperativa (avendo tutti i doveri di lavoratore, con ben pochi diritti), mentre -da quasi vent’anni- continua ininterrottamente a scrivere, dipingere e produrre musica elettronica.

Si ritiene un artista in aspettativa.

Nel giugno 2016 vede la luce la sua prima pubblicazione dal titolo: "Vertigini a cui si aggiunge, pochi mesi dopo, la pubblicazione dell'opera Esistenza anonima, a cui fa seguito, nel febbraio 2018, la pubblicazione del suo primo romanzo: “L’oscuro manovratore”.

Al momento, oltre gli impegni lavorativi e quelli domestici, si sta districando nel tenebroso mondo dell’editoria, per far vedere la luce al romanzo: “Eredità sentimentale”, che a breve - si augura- potrebbe spiccare il volo.

Nel suo cassetto segreto, giacciono inoltre, in attesa di essere svincolate dalla sua morbosa gelosia, più di cinquanta

raccolte poetiche e ben sei libri di aforismi.

"Cosa gli prospetta il futuro,

non gli è concesso sapere."

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