Sergio Messere ha 51 anni, è diplomato in elettronica industriale e lavora, dal 1991, come tecnico di settore in un centro di coordinamento e supervisione di reti Mediaset e altre emittenti private.

Nel 2002 ha conseguito il master in marketing e comunicazione, presso il consorzio interuniversitario FORCOM, presentando la tesi: "L’impresa televisiva e orizzonti futuri".

Appassionato di letture del paranormale, romanzi classici, tennis e running, oltre a film drammatici e di fantascienza, Messere ha esordito in letteratura, nel 2013, con un romanzo distopico: Generazione oltre la linea (Prospettiva Editrice), che tratta i giorni bizzarri e febbricitanti di una comunità di ragazzi nell’anno 2040, nei dintorni della metropoli Sìagora, libro che nel 2014 è stato presentato al Salone Internazionale del Libro di Torino, poi nel 2015 è uscita la versione in ebook.

Successivamente alcune sue poesie sono state pubblicate nelle seguenti Antologie: Forme liquide e I glocalizzati, per opera della de Comporre Edizioni (2014); il racconto Lo Scrigno di Santa Rosa, all’interno dell’Antologia Tardomoderno immaginario, Limina Mentis (2015); In vino vanitas, Limina Mentis (2016).

Nel 2015 ha vinto la sezione di poesia della prima edizione del contest “Radici, impulso e rivoluzione” con l’opera Il manifesto dell’iconoclastia.

Infine, dopo molti anni, è in corso d’opera la pubblicazione di Fibre di possibilità, grazie all’editore LFA. È una silloge di quarantaquattro poesie suddivise in sette aree tematiche, frutto di un percorso trentennale, in cui l'autore

cerca di dar luce – spesso in modo introspettivo - alle sterminate sfaccettature della complessa e affascinante; Macchina-Uomo.

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