Marco Schioppa nasce a Napoli nel 1989, ma quando si accorge del terribile errore è già troppo tardi. Fortunatamente, dopo il crollo del Muro di Berlino, al mondo sono diventati tutti idioti e di conseguenza negli anni '90 a nessuno importa di nulla tranne che della Nintendo e delle Spice Girls: vive così un'infanzia popolata da libri, fumetti, videogiochi, cartoni animati, fantascienza, anime e altre cose che a scuola non ti rendono proprio popolare. Da qualcuno, in quel periodo, riceve anche la rassicurazione che se imparerà a leggere e scrivere potrà inventarsi le sue storie di Topolino: è l'inizio della rovina, ma anche di una simpatica scommessa fra la sua versione bambina e la sua versione adulta che prevede che tutte quelle passioni entro una decina di anni saranno scomparse. Una volta concluso il Liceo Classico, grazie alla passione per lettura e scrittura, apre una breve parentesi lavorativa nel mondo editoriale, un'esperienza tanto soddisfacente che una volta terminatala giura di non lavorare mai più in ambienti letterari: purtroppo è una persona parecchio distratta e così in seguito si laurea in Lettere Moderne, e solo al conferimento della triennale si rende conto del nuovo terribile errore. Giura così una seconda volta che non lavorerà mai più con i libri, stavolta per davvero, ma si distrae di nuovo e decide di studiare per la certificazione C2 per la lingua inglese, così da lavorare traducendo libri stranieri. A questo punto si arrende ed evita di giurare qualunque cosa. E in effetti qualcuno ai piani alti deve aver apprezzato lo sforzo, perché ottiene la certificazione e comincia la carriera con le traduzioni. Si rende conto allora che i libri continueranno per sempre a rientrare non invitati nella sua vita: così, per vendicarsene, decide di rovinare la vita alle case editrici cominciando a mandare loro i propri manoscritti. Scrive libri fantasy e fantascientifici, tutti indipendenti l'uno dall'altro e ambientati in universi differenti, ma accomunati dallo svolgersi in uno stesso multiverso: quest'idea va avanti da quasi vent'anni di scrittura. Purtroppo avrebbe dovuto fare un po' prima a pubblicare un manoscritto, perché adesso il multiverso se lo contendono i cinecomic al cinema. Così, per non far sembrare di star copiando una moda del momento, non ha altra scelta se non spiegare nelle biografie editoriali che l'idea del multiverso l'ha copiata dai fumetti già dal 2003, perché per misteriose ragioni sembra credere che depredare i media d'intrattenimento non ancora mainstream sia moralmente legittimo. Fra le sue fonti di ispirazione più importanti spiccano Douglas Adams, Isaac Asimov, Osamu Tezuka, Christopher Itchens, Don Rosa, Lewis Carroll, Neil Gaiman, Terry Pratchett e H.G. Wells; fra le ispirazioni italiane Andrea Camilleri, il Baricco di Oceano Mare, Leo Ortolani, Antonella Ossorio e quell'idiota che disturba i servizi dei telegiornali. Al momento le sue passioni nate trent'anni prima sono ancora tutte lì, è una persona piuttosto orgogliosa di non essere cambiata e per adesso non ha in programma di smettere di esserlo: da qualche parte nella sua linea temporale, la sua versione bambina sta ancora sghignazzando come se avesse già previsto tutto.

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