Salvatore Sorgente ha 56 anni, marito fortunato e padre orgoglioso di due figlie. È nato in un piccolo paese della Calabria, in un contesto familiare che considera il migliore possibile: un padre e una madre che hanno sostenuto ogni sua scelta, senza mai imporgli nulla, sempre presenti e pronti a sorreggerlo. Di quell’amore e di quell’esempio conserva una gratitudine profonda, che rivive ogni volta nel ricordo. Oggi cerca di seguire la stessa direzione con la propria famiglia, riuscendoci, a volte, con soddisfazione.
Vive a Roma, pur restando cocciutamente e orgogliosamente calabrese. Laureato in Scienze Politiche e con un master in comunicazione aziendale conseguito anni fa, ha scelto fin dall’inizio di lavorare nel settore della consulenza aziendale, occupandosi di comunicazione. Nel corso della sua carriera ha gestito trattative e relazioni con i clienti, progettando in team attività e strumenti consulenziali e percorsi di formazione aziendale, con particolare attenzione all’e-learning.
La scrittura è una delle sue grandi passioni, che ha avuto la fortuna di trasformare in professione. Ama il digitale e il web per la possibilità di reperire informazioni in modo rapido e approfondito, soprattutto per chi non si accontenta della superficie ma sceglie di scavare. È convinto di “sapere di non sapere” e per questo approfondisce in rete con energia e curiosità costante.
In ogni attività lavorativa, la scrittura, la curiosità e la facilità di dialogo sono sempre state le sue caratteristiche distintive. Qualità che gli hanno facilitato il percorso professionale e che lo accompagnano anche nella vita quotidiana. Ama osservare, fare domande e mettersi in ascolto. Durante uno dei tanti percorsi formativi a cui ha partecipato, qualcuno gli disse: “chi domanda comanda”, una frase che ha fatto propria.
Nel suo cammino ha incontrato molti esempi, alcuni positivi, altri meno. Da imprenditori e colleghi ha cercato di cogliere ciò che di buono poteva apprendere. Riconosce però in una figura in particolare un vero maestro: una persona che gli ha insegnato soprattutto attraverso l’esempio. Gli ripeteva spesso che per essere liberi è sufficiente leggere, approfondire, sperimentare e imparare ogni giorno, senza fermarsi davanti a chi sostiene che “non ne vale la pena”. Nelle conversazioni accanto alla macchinetta del caffè, con il suo delicato accento napoletano, concludeva spesso: “Se dobbiamo fare una cosa, tanto vale farla bene. E per farla bene basta leggere, sperimentare, scoprire e poi provare a fare.” Un esempio che continua a guidarlo.
Oggi continua a leggere, sperimentare e scoprire cose nuove, con entusiasmo instancabile. Vive ogni giorno ricordando a sé stesso le proprie priorità, per evitare che la polvere del quotidiano gli offuschi la vista e distragga la mente.
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