Alessia Di Buono nasce nel 1985 a Napoli, dove vive e lavora, ma custodisce nel cuore -anche- un legame
indissolubile con Roma. Il suo percorso affonda le radici nella Storia dell’Arte, nella quale s'è laureata, e nel
teatro di prosa, un’esperienza professionale pluriennale che l'ha vista
impegnata nell’interpretazione di ruoli complessi del repertorio drammatico.
Il lavoro sul palco è stato fondamentale per la sua formazione: incarnare per anni personaggi differenti
l'ha insegnato ad abitarne la psicologia dall’interno, a comprenderne i nodi intimi e le ombre, affinando una sensibilità che è diventata il vero motore della sua scrittura.
La scrittura stessa non nasce da un piano programmato, ma dall'urgenza improvvisa e prepotente di ascoltare e dare
forma a personaggi che hanno preteso di essere raccontati.
Questo libro rappresenta il suo romanzo d'esordio, primo volume di una storia articolata in più parti. Al centro
della sua ricerca narrativa c'è l'indagine psicologica e la complessa
dinamica dei rapporti umani: ciò che si prova a nascondere le crepe sotto la superficie, il significato reale di un
gesto o di un sorriso e il peso delle ferite del passato sulle decisioni del
presente.